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Cowspiracy, ultimo documentario della prima serie di agorateca.doc dedicata al tema dei cambiamenti climatici, Venerdì 4 ottobre alle ore 18,30.

Cos’hanno in comune una mucca e un’utilitaria? Entrambe producono emissioni di gas serra dannosi per l’ambiente, però le prime liberano nell’atmosfera metano, che è 25-100 volte più dannoso del CO2 nel produrre l’effetto serra. Allargando lo sguardo, gli allevamenti di animali destinati all’alimentazione umana sono responsabile di oltre il 51% delle emissioni di gas serra al mondo, contro il 13% del settore dei trasporti. Di questa cifra spaventosa,  il 18% è prodotto dal sistema digestivo delle mucche, il 5% in più di quello prodotto dai combustibili fossili, che vengono comunemente additati come i principali produttori di gas serra.

Si tratta di dati dei quali è necessario prendere coscienza come cittadini, che adesso vengono pubblicamente denunciati da Cowspiracy, un documentario che promette di generare una rivoluzione epocale all’interno del movimento ambientalista, colpevole di non aver ancora avviato un dibattito interno su questi temi. La narrazione segue il percorso personale di maturazione del coregista Kip Andersen, fervente ambientalista e fermamente convinto che il cambiamento climatico si possa arrestare riducendo l’impatto sul pianeta. Nelle sue ricerche verso uno stile di vita più ecosostenibile, scopre i dati sull’impatto dell’industria animale sul pianeta, che indicano gli allevamenti come la principale causa di deforestazione, di consumo di acqua, spreco di risorse e degrado ambientale. Per un ossessionato dei comportamenti virtuosi come lui, che utilizza quasi esclusivamente la bicicletta e centellina l’acqua della doccia, sapere che l’acqua necessaria per produrre un solo hamburger corrisponde a quella di due mesi di docce è sconvolgente. (recensione tratta da Il fatto quotidiano).

Il documentario, tuttavia, ha suscitato forti polemiche e reazioni contrastanti, dal momento che ha tirato in ballo anche le responsabilità delle organizzazioni ambientaliste. In una lettera al settimanale Internazionale, il direttore comunicazione di Greenpeace Italia, Andrea Pinchera, scrive: "Cowspiracy è un documentario ben fatto tecnicamente, ma costruito su tesi discutibili. La scienza, infatti, arriva a conclusioni differenti rispetto a quanto sostenuto dai suoi autori. Basta leggere i rapporti dell’Ipcc, il comitato di scienziati coordinati dall’Onu che da anni analizza e sintetizza tutta la ricerca sui cambiamenti climatici e rappresenta la fonte più autorevole sul tema. La base, per intenderci, degli accordi internazionali come quelli siglati a Parigi nel dicembre 2015."

 

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